di Laura Echino, Partner yourCPO

 

Il costo della flotta aziendale per molte aziende rappresenta una voce rilevante delle overheads e, in considerazione dell’impatto ambientale derivante dai veicoli, anche un problema di sostenibilità. Per questo negli ultimi anni sono sempre più numerose le aziende che realizzano progetti di fleet management con l’obiettivo di ottimizzare i costi e migliorare la sostenibilità ambientale della flotta.

Affinché il progetto di fleet management abbia successo sono indispensabili due condizioni:

  • chiarezza e condivisione degli obiettivi aziendali in termini di sostenibilità 
  • definizione degli obiettivi di riduzione TCO

La scelta delle vetture, e in particolare della loro motorizzazione può avere un forte impatto sull’emissioni di CO2 e, per questo, è importante conoscere gli obiettivi che l’azienda si è data in termini di sostenibilità ambientale nel medio termine in modo da selezionare veicoli che consentano il raggiungimento e mantenimento dei target definiti. In questa fase pertanto è molto importante la collaborazione con le società di noleggio e ancor di più con le case automobilistiche per individuare le soluzioni tecnologiche e di motorizzazione più adatte e mediarle con le esigenze degli utilizzatori che dispongono del mezzo per svolgere la propria attività lavorativa e, sempre più frequentemente, anche per uso privato. 

E’ evidente che se l’azienda ha definito e comunicato in modo chiaro la propria posizione verso la sostenibilità aziendale anche per gli utilizzatori sarà più semplice comprendere le ragioni di certe scelte ed accettare con più consapevolezza e motivazione le soluzioni proposte, viceversa,  c’è il rischio che i driver non comprendano certe scelte e si creino situazioni di insoddisfazione e malumore.

Avere una flotta sostenibile non significa solo curarsi dell’impatto ambientale ma anche considerare le tematiche correlate alla sicurezza dei lavoratori e definire il livello di safety che l’impresa vuole garantire loro. 

 

Per questo tutte le volte che avvio un progetto di fleet management le prima due domande che faccio sono:

  • Quali sono gli obiettivi aziendali di sostenibilità ambientale definiti?
  • Quale è il livello minimo di sicurezza che l’impresa vuole garantire ai propri dipendenti?

Solo una volta chiariti questi due punti è possibile affrontare il tema dell’ottimizzazione dei costi.

Senza addentrarmi nelle tecnicità di un progetto di ottimizzazione costi della flotta aziendale, voglio dare qualche spunto di riflessione sull’approccio da utilizzare, affinché il progetto sia vincente non solo dal punto di vista economico.

  1. Scelta del tipo di alimentazione: ormai il mercato offre diverse soluzioni di alimentazione (metano, gpl, ibrida, elettrica e da ultimo idrogeno), ma sebbene l’impatto ambientale di queste soluzioni sia ridotto rispetto alle tradizionali (benzina e gasolio), occorre prestare sempre molta attenzione all’utilizzo del mezzo (percorso cittadino/extra urbano) per evitare situazioni in cui, a fronte di una determinata scelta di alimentazione, a consuntivo si verifichi che le emissioni non si sono ridotte o, se lo sono, non nella misura preventivata e nel contempo il costo per l’acquisto/noleggio delle vetture sia aumentato a causa del costo medio più elevato delle vetture con alimentazioni alternative.
  2. Soluzioni tecnologiche per la sicurezza dei driver: i dispositivi di sicurezza disponibili sul mercato sono molteplici e, sempre più spesso, prevedono soluzioni digitali e di interconnessione sofisticati che, ad esempio, permettono il monitoraggio dello stile di guida e l’attivazione automatica del pronto intervento in caso di sinistro. Pertanto occorre valutare con attenzione quali siano i più adatti alle esigenze dell’azienda, per trovare il corretto bilanciamento tra la garanzia della sicurezza e privacy degli utilizzatori e il costo sostenuto.
  3. Servizi: alla vettura aziendale sono abbinati anche dei servizi quali assicurazione, manutenzione, auto sostitutiva, etc…; ogni servizio può essere erogato con livelli più o meno alti con conseguenti costi e quindi è importante comprendere qual è il livello minimo di servizio che l’azienda intende garantire agli utilizzatori per valutare le possibili soluzioni presenti sul mercato. 
  4. Confort driver: molte delle flotte aziendali hanno vetture assegnate con fringe benefit, ciò significa che nella definizione delle vetture da assegnare occorre considerare anche le esigenze degli utilizzatori che devono comunque essere mediate con la policy aziendale; per esempio in taluni casi l’utilizzatore potrebbe essere interessato a disporre di una vettura compatta perché i suoi spostamenti sono solo in città e, solo occasionalmente, interessato a disporre di una vettura più grande. Esistono ormai sul mercato soluzioni di noleggio che consentono di assegnare alla stessa persona, in periodi diversi, veicoli differenti, garantendo in questo modo maggior soddisfazione del driver e contenimento dei costi.

L’attenta analisi dei punti precedenti e delle soluzioni tecnologiche e di servizio presenti sul mercato consente di definire le caratteristiche della flotta, dei servizi correlati e il modello di ottimizzazione del TCO.

Non bisogna però dimenticare che la tecnologia è in costante evoluzione e, anche nel settore dell’automotive, sono continue le soluzioni innovative finalizzate al miglioramento dell’utilizzo dei mezzi, della sicurezza e dell’impatto ambientale; quindi, una volta concluso il progetto di ottimizzazione dei costi, occorre prevedere step periodici di controllo e manutenzione del piano di fleet management per verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, sicurezza e TCO ed eventualmente introdurre nuove soluzioni che possano favorire il raggiungimento degli obiettivi. 

Il progetto di fleet management ha successo se, nel tempo, è costante l’attività di adeguamento agli obiettivi aziendali e alle mutanti situazioni esterne all’azienda; per questo è importante anche la presenza di risorse interne che siano in grado di governare la flotta in modo strategico e non solo operativo. 

Ancora frequentemente si fraintende il ruolo del gestore della flotta relegandolo al ruolo di cui si occupa dei problemi operativi delle vetture, in realtà, se l’azienda ha una flotta e si è data obiettivi di ottimizzazione costi e di sostenibilità non può prescindere da una gestione strategica che richiede competenze specifiche. 

Se volete scoprire come migliorare il processo di acquisto e gestione della vostra flotta e delle altre voci overheads continuate a seguire #yourcpo.